L'angolo Tecnico

La presente rubrica ha lo scopo di fornire elementi tecnici e spunti di rilessione su alcune tematiche legate al basket. Sono ben accetti suggerimenti per integrare le informazioni riportate. Buona lettura a tutti!!!!!

METODOLOGIE OFFENSIVE NEL BASKET: PRIMA PARTE

Il principio base su cui poggia un attacco efficace è la necessità di non sprecare nessuna occasione. Per fare ciò, più che costruire azioni complesse, sarà opportuno affidarsi a ciò che è più semplice e, probabilmente efficace. La rapidità sarà fondamentale, una buona azione d’attacco va costruita prima che la difesa possa organizzarsi, basandosi su tiri facili; andando a rimbalzo offensivo; coprendo il contropiede. Un valido aiuto nell’impostare un buon attacco è dato dalla conoscenza della squadra avversaria.

Come norma, le regole da rispettare per l’attacco sono: non congestionare l’area; avere pazienza nel cercare il momento giusto; valutare la difesa; effettuare pochi movimenti prestabiliti; conoscere bene la propria squadra e le abitudini dei giocatori in campo; essere sempre pronti a ricevere palla; conoscenza di se e delle proprie potenzialità.

Anche individualmente sarà bene cercare di rispettare delle norme che possano ottimizzare l’attacco, ad esempio stabilendo rapidamente cosa fare una volta in possesso di palla; non palleggiare se non è necessario; passare la palla a chi è meglio posizionato in campo; controllare sempre la situazione in campo; cercare di migliorare i fondamentali dove si è carenti.

METODOLOGIE OFFENSIVE NEL BASKET: SECONDA PARTE

Flex-offence: Il principio di questo metodo è che ogni giocatore può occupare qualsiasi posizione di gioco. Ricerca l’errore avversario per andare a canestro con ottimi margini di sicurezza, a tal proposito cercherà di stancarla fisicamente e psicologicamente con numerosi fondamentali d’attacco collettivi (dai e cambia, dai e vai).
La formazione tipica è detta a triangolo con i tre attaccanti posti ai vertici. Per la sua efficacia sarà opportuno imparare a leggere la difesa e la situazione di gioco; non forzare ma saper attendere il momento propizio; fare le scelte giuste al momento giusto; usare il palleggio solo quando serve, controllare il gioco a lungo.

 

Motion-offense: è un’azione di attacco continuativa, senza tempi di rilassamento, utilizzando tutti i fondamentali individuali e di squadra. Il motion-offense ricerca una interazione fra i giocatori ed è di difficile comprensione per la difesa.
I suoi punti di forza sono: la difficoltà di difendere tutti i giocatori (visto che tende a farli giocare tutti molto attivamente); non tutti i ruoli sono predefiniti pur utilizzando degli schieramenti iniziali; l’attacco impone il ritmo, costringendo la difesa ad adeguarsi; responsabilizza i giocatori, autonomi nelle scelte e li stimola nel ricercare quelle migliori. Il motion-offense richiede una grande abilità nel saper leggere la difesa e prontezza nel saper giocare rapidamente un uno contro uno. Anche quando non è in possesso di palla, l’attaccante, si muoverà secondo un senso logico sul campo cercando di liberarsi del difensore con rapidi cambi di direzione e velocità. E’ basilare la comunicazione verbale fra i giocatori, durante il gioco.

ATTACCO IN TRANSIZIONE E GIOCO SCHIERATO

Situazione di contropiede, il palleggiatore conduce lateralmente. Il primo corridore, che sta correndo sulla corsia esterna opposta, taglia forte in post-basso per ricevere da 1.

Se 3 e' anticipato in post-basso puo' portare un blocco cieco in diagonale a 4 che sta arrivando. 2 occupa la corsia esterna sul lato debole e va a posizionarsi in angolo. 5 sta arrivando.

4 e 5 devono essere rapidi a raggiungere la zona di attacco dopo l'apertura in contropiede. 1 passa la palla a 5 che arriva come secondo rimorchio. "Mentre" la palla va da 1 a 5, 3 porta un blocco cieco diagonale per 4 che ha fermato la sua corsa in contropiede fuori dall'arco dei 3 punti sul prolungamento del gomito dell'area colorata. 5 dopo aver ricevuto da 1 puo' o servire 4 dentro o passare a 3 che dopo aver bloccato si apre fuori dai 3 punti (importante che 4 stia largo e alla giusta distanza da 5 per far si che il passaggio 5 per 4 sia possibile).

3 ha ricevuto dopo aver portato un blocco. "Mentre" 3 sta ricevendo 2 deve portare un blocco per 4 posizionato in post-basso sul lato debole per poi ricevere un blocco verticale da 5 (bloccare il bloccante). 3 puo' servire 4 in post-basso, 2 che esce dal blocco per tirare o servire dentro 5 che dopo aver bloccato gira verso la palla tenendo la posizione in area.

Gioco 1-4 utilizzando gli stessi principi: Il movimento visto ora in transizione puo' essere utilizzato per impostare un gioco di attacco schierati. Partiamo con un posizionamento 1-4.

Il gioco inizia con il passaggio di 1 per 3 ed un taglio UCLA (5 si alza per portare un blocco ad 1). "mentre" la palla va in ala 4 si apre fuori dall'arco dei 3 punti e 2 scende in angolo.

3 passa a 5 che dopo il blocco si apre per ricevere. Appena 5 riceve, 1 porta un blocco cieco diagonale per 4 che taglia forte in area per ricevere. Se non riceve va in post-basso.

Ora 5 passera' ad 1, che dopo aver bloccato cieco, si apre fuori dai 3 punti. "Mentre" 1 riceve, 2 porta un blocco per 4 per poi ricevere un blocco da 5.

Abbiamo cosi' visto come lo stesso movimento per la transizione possa essere applicato ad un gioco con partenza 1-4.

Partenza gioco 1-4 in palleggio: se non c'e' il passaggio in ala possiamo iniziare il gioco in palleggio. 1 si spostera' su un lato, 3 andra' in post basso. 4 e 5 si aprono (5 per ricevere da 1) mentre 2 scende in angolo).

Ci ritroviamo ora nella stessa disposizione vista in precedenza. Non appena la palla arriva a 5, 3 portera' un blocco cieco diagonale per 4.

Ci ritroviamo ancora con la situazione "bloccare il bloccante".

Vediamo il gioco in maniera animata.

TEX WINTER - IL TRIANGOLO LATERALE

 

 

LA MENTE NON DEVE INTERFERIRE


…Il basket è un gioco di azione che si svolge istante dopo istante, ed il giocatore deve sempre ricondurre se stesso all’istante presente: così come un respiro porta al respiro successivo , un passaggio a quello che ne segue, e così via.
Quando si sta giocando, nella testa del giocatore arrivano pensieri di ogni tipo, proprio come quando sei a casa e pensi che oggi hai un appuntamento con il dentista, che intanto la rata universitaria è scaduta, e devi anche fare la spesa…


LA MENTE INTERFERISCE SUL COMPORTAMENTO.


Abbiamo detto che nel basket si tratta di giocare una singola azione: dopo si giocherà quella successiva. Se il giocatore si mette a pensare quanto tempo è passato dal suo ultimo canestro, oppure quale finta vorrà fare giocando 1vs1 la prossima azione, oppure il motivo per cui gli hanno fischiato il terzo fallo, allora LA SUA MENTE INTERFERISCE SULLA PARTITA.
I giocatori impareranno ad essere autonomi quando saranno capaci di entrare nell’istante, nel qui e ora, e riusciranno a perdersi in esso. Essi stanno semplicemente respirando e giocando a basket, e tutto viene naturale come dovrebbe essere: non c’è conflitto con se stessi né con i compagni e la porta del gioco è ora spalancata davanti ad essi…

 

CONDIVIDERE LA PALLA


…Le qualità del gioco fanno emergere i giusti valori: l’individualismo può far andare avanti un giocatore fino ad un certo punto, perché (per quanto talento egli abbia) troverà sempre qualcuno che ne ha almeno altrettanto. Ne deriva che l’unico modo per vincere è quello di CONDIVIDERE LA PALLA CON GLI ALTRI, altrimenti ti consumi e vedrai che prima o poi
succederà…

 

PERCHÈ UN SISTEMA DI GIOCO?


1) Fornisce gli obiettivi
2) Educa i giocatori e li addestra
3) Ricompensa un atteggiamento altruista
4) Rende più facile apportare delle modifiche
5) Fornisce un contesto al cui interno un leader può integrare le qualità della squadra, avere una serie di principi ben definiti su cui lavorare, riduce i conflitti, e rende anche meno soggettivo un qualsiasi richiamo fatto al singolo giocatore. I giocatori possono capire
così che tutti i tentativi sono fatti per la migliore comprensione del sistema…


ALLA RICERCA DEL SISTEMA OFFENSIVO PERFETTO


…La lunga ricerca di un sistema offensivo perfetto che possa consentire alla squadra di giocare con intensità ed intelligenza, trova sbocco in un gioco che possa coinvolgere tutti e cinque, e che preveda molta libertà, pur restando sempre fedele ad una struttura generale…


EQUILIBRIO TRA LIBERTA' E DISCIPLINA


…Ogni gioco di attacco è una occasione, non solo per immergersi nel flusso, ma anche per entrare in comunione con i compagni, gli avversari e se stessi…

 

…Il triangolo laterale è più di un gioco semplice, strutturato, flessibile, logico, essenziale, ed anche diversificato per poter allineare la difesa: è una filosofia altruista!...Un veicolo di integrazione tra corpo e mente, sport e spirito, vissuto in una forma pratica e concreta…
Con esso si possono leggere le scelte dei nostri avversari e fondere insieme i nostri talenti, diventando ancora più completi, e scoprire le opzioni che ci lasciano, pur rimanendo in perfetto equilibrio tra libertà e disciplina e soprattutto senza dover ridefinire le
proprie libertà di giocatore.
Il triangolo permette di rimanere fiduciosi e determinati fino a far germogliare i semi dell’unità della squadra…

 

CONDIVIDERE LE ENERGIE


…Nell’attacco triangolo, l’impegno diventa l’ispirazione di tutta la squadra. Nessun giocatore viene trascurato o calpestato da altri: ciascun giocatore ha un compito da
svolgere, e il suo contributo gli viene sempre riconosciuto.
Il triangolo può influenzare il modo in cui i giocatori vivono la gara, dimostrando che tutti possiamo essere - a nostro modo – importanti…
…Non ci si può stancare gli uni degli altri, e tanto meno perdere la voglia di lavorare insieme come un gruppo unito. Bisogna trovare il modo di far coesistere le energie di tutti i nostri giocatori per contrapporle alle energie degli avversari.
Non importa quanta strada si dovrà percorrere per entrare in sintonia con i tuoi compagni… perché quella sola è la strada!...

 

                                                coach Phil Jackson

CAPITOLO PRIMO


SETTE PRINCIPI PER UN ATTACCO EQUILIBRATO

 

 

Un attacco equilibrato deve:


1) PENETRARE LA DIFESA: la possibilità di penetrare offre più varietà di soluzioni.
A. Creare tiri ad alta percentuale: definire quale sia un buon tiro per ciascun giocatore.
B. Insistere sul gioco interno e sui movimenti di potenza. Cercare giochi da tre punti.
C. Rompere le difese pressing a tutto campo e non cadere nei raddoppi di marcamento.
Ciò significa guadagnare spazio sin dalla metà campo di difesa, impegnando i difensori ed imponendo il nostro sistema di attacco.

 

2) IL BASKET OGGI È UN GIOCO A TUTTO CAMPO, CHE SI SVOLGE DA LINEA DI FONDO A LINEA DI
FONDO. OGNI MOVIMENTO TECNICO DEVE ESSERE IMPARATO ALLA VELOCITÀ DEL CONTROPIEDE. Ogni giocatore deve conoscere la propria velocità ottimale e lavorare per migliorarla.
La transizione nasce già in difesa. Cerchiamo sempre di correre.

 

3) SPAZIO: I GIOCATORI DEVONO MANTENERE SUL CAMPO LA GIUSTA DISTANZA TRA LORO, CIRCA
5 METRI, con l’intento di creare spazi operativi per giocare e per liberare alcune aree sul
campo. La corretta spaziatura dei giocatori sul campo terrà occupata la difesa sia sulla palla sia lontano da essa e, dovendo fare troppa strada, preverrà anche eventuali aiuti e/o raddoppi.
Per spazio si intende anche considerare la distanza dalle linee del campo laterali e di fondo.

 

4) CREARE MOVIMENTO DELLA PALLA E DEI GIOCATORI CON UNO SCOPO PRECISO: con una sola palla e cinque giocatori, si può ben affermare che, a parità di condizioni, ogni attaccante rimarrà senza palla per l’80% del tempo in cui starà in campo. Lo scopo da raggiungere è tenere la difesa occupata sia sulla palla, che lontano dalla palla.

 

5) GARANTIRE UNA FORTE COMPERTURA A RIMBALZO ED UN BUON BILANCIAMENTO DIFENSIVO
(QUASI SEMPRE UNA GUARDIA E L’ALA PICCOLA) SU OGNI TIRO.
<<…Il triangolo offre agli attaccanti corsie ottimali per andare al rimbalzo offensivo …>>
                                                        Phil Jackson

 

6) OFFRIRE AD OGNI GIOCATORE CON LA PALLA LA POSSIBILITÀ DI PASSARE AD UNO QUALSIASI DEGLI ALTRI QUATTRO COMPAGNI SCEGLIENDO SEMPRE LA STRADA DOVE C’È MINOR RESISTENZA, DUNQUE CERCARE DI SPOSTARSI VERSO GLI SPAZI LIBERI. CIÒ RICHIEDE CHE TUTTI I GIOCATORI SUL CAMPO SI MUOVANO ALL’UNISONO.
L’ATTACCO DEVE PREVEDERE ANCHE UNA CONTROMOSSA A QUALSIASI DIVERSA AZIONE DELLA DIFESA.

 

7) SFRUTTARE AL MEGLIO LE ABILITÀ DI OGNI SINGOLO GIOCATORE, CHE DOVRÀ A SUA VOLTA
COINVOLGERE GLI ALTRI, MEDIANTE:
- tiri ad alta percentuale per i migliori tiratori;
- opportunità di rimbalzo per i lunghi;
- occasioni di penetrare per gli attaccanti migliori nell’uno-contro-uno, favorendo situazioni di isolamento.

 

LA SQUADRA DEVE GIOCARE IN MODO FLESSIBILE, SENZA ESSERE COSTRETTA A SVOLGERE SCHEMI
RIGIDI E PREDETERMINATI, E LA CHIAVE DI INGRESSO NEL SISTEMA OFFENSIVO SARÀ IL MOMENTO
ED IL PUNTO DEL CAMPO IN CUI SI INNESCA L’ATTACCO. DOPO, SARANNO I GIOCATORI AD
INTERPRETARE LA DIFESA, E DECIDERE IL DA FARSI, GIOCANDO IN SICUREZZA, E CON INTELLIGENZA
E GRANDE FIDUCIA NEL COLLETTIVO, ED AFFIDANDOSI TOTALMENTE AI COMPAGNI.

CAPITOLO SECONDO


LE SETTE REGOLE DI PASSAGGIO

 

IL PRIMO OBIETTIVO DI UN BUON ATTACCO È APPLICARE I FONDAMENTALI. I PRINCIPI BASE DA RISPETTARE IN MANIERA CATEGORICA PER LA CORRETTA ESECUZIONE DEI PASSAGGI SONO:

 

1) LA DISTANZA TRA IL PASSATORE ED IL DIFENSORE DEVE ESSERE MINIMA, non più di quindici centimetri o anche meno. L’attaccante deve mantenere l’equilibrio del corpo e lasicurezza nel controllo di palla, sicuro che sia praticamente impossibile per il suo difensore rubargli la palla se mantiene una posizione di equilibrio. Infatti, con una distanza ridotta, anche ammettendo che intuisca le intenzioni del passatore, il difensore
avrà meno tempo per reagire all’azione dell’attaccante. Questa regola di passaggio è purtroppo la più disattesa. Ricordiamoci sempre che la maggiore distanza dalla palla rende in un certo senso la difesa più veloce e più forte.

 

2) ELIMINARE I MOVIMENTI INUTILI nel tenere e nel passare la palla.
Evitare le azioni lente, eliminare le infrazioni di passi, usare azioni rapide di polso e dita in tutti i passaggi. Evitare qualsiasi passaggio inutile. Se riusciamo a creare un vantaggio ad ogni passaggio, trasformeremo ogni giocatore in una minaccia per la difesa.

 

3) VEDERE SIA LA LINEA DI PASSAGGIO CHE IL GIOCATORE RICEVENTE, SENZA PERÒ GUARDARLO
DIRETTAMENTE, salvo che il passaggio sia preceduto da una buona finta: il passaggio deve essere un’azione fulminea. Il compagno va visto con la visione periferica: c’è una grande differenza tra vedere e guardare.
BISOGNA DARE LA PALLA AL COMPAGNO CHE SI SMARCA PER PRIMO!

 

4) USARE LE FINTE SOLO CON SCOPI BEN PRECISI, non fintare tanto per fare: l’attaccante deve eseguire finte verosimili, mirate per raggiungere uno scopo.
Il giocatore che usi troppe finte muovendo in continuazione la palla non sarà in grado di stabilire quali movimenti stiano facendo le braccia del difensore: non potrà vedere la linea di passaggio, e gli sarà impossibile eseguire un passaggio preciso, perché
probabilmente è andato fuori equilibrio.
L’attaccante deve valutare la posizione delle mani del difensore e passare subito lontano da queste: l’aureola vicino alla testa del difensore è sempre la migliore linea di passaggio.

 

5) PASSARE SUL LATO LIBERO: questa è una regola poco rispettata anche dai giocatori più esperti; gli errori derivano dalla scarsa capacità di vedere non solo il proprio difensore ma anche la linea di passaggio incluso il difensore del ricevente, come abbiamo visto al
punto (3). Il passatore deve riconoscere e comprendere ciò che sta facendo la difesa e fare istantaneamente la cosa inversa.
Anche il giocatore che deve ricevere, specialmente l’ala del lato debole ha alcune responsabilità: deve modellarsi per creare un buon bersaglio e tenere il difensore occupato e lontano dalla linea di passaggio, conservando la posizione dietro la difesa e, non appena il passaggio sia stato eseguito, pronto per giocare la palla appena ricevuta.
Ricordiamoci che ANCHE IL PALLEGGIO SERVE PER CREARE UNA LINEA CERTA DI PASSAGGIO
SUL LATO LASCIATO LIBERO DAL DIFENSORE.

 

6) PASSARE LA PALLA, NON ACCAREZZARLA: l’abilità di effettuare un passaggio rapido ad un compagno smarcato è molto importante.

I giocatori devono imparare che un buon giocatore deve ricevere la palla da un compagno e attuare immediatamente il proprio gioco (passaggio, tiro, finta e penetrazione, dai e vai…), al massimo entro tre secondi. Il giocatore sarà tanto più bravo quanto più sarà capace di giocare entro questi termini di tempo; per ogni secondo impiegato in più, il giocatore sarà un attaccante più scarso. L’attacco deve muovere la
palla per mantenere la difesa occupata e per creare, di conseguenza, le linee di passaggio e le opportunità di andare a canestro.
Osservando le squadre migliori, si vedrà che hanno imparato l’importanza dell’applicazione anche di questa regola di passaggio.

 

7) PREVEDERE QUANDO SI POTRÀ RICEVERE LA PALLA E SVILUPPARE UN BUON INTUITO PER INDIVIDUARE IN ANTICIPO LE MIGLIORE ZONE DEL CAMPO IN CUI SUCCESSIVAMENTE PASSARE: i migliori giocatori di basket hanno tale istinto.
Questo è il motivo per cui alcune squadre di professionisti attaccano in modo efficace anche utilizzando pochi schemi di attacco: in questo caso, il genio creativo e la classe eccelsa dei giocatori consente di creare le opportunità per fare canestro.
Quei giocatori hanno imparato a giocare ugualmente bene con e senza palla e controllano i propri difensori tenendoli occupati e fuori dal gioco.
Quanto migliore è il giocatore, tanto minore è la necessità di creargli meccanismi di squadra per andare a canestro.
Salvo che i nostri giocatori siano in possesso di tale e tanto talento e capacità, è necessario stabilire un attacco di squadra che assicuri loro i mezzi per tenere occupata la difesa e per diventare tutti dei potenziali realizzatori, proprio nel cuore dell’azione.

 

Insegnando e facendo sempre riferimento a queste sette regole di passaggio, la manovra di attacco avrà grande probabilità di successo, in qualunque modo si sviluppi.
La capacità di eseguire un buon passaggio è un pre-requisito per qualsiasi attacco vincente, anche considerando che già IL PRIMO PASSAGGIO DI ENTRATA DOVRÀ ESSERE IL PRIMO PASSAGGIO DI PENETRAZIONE DELLA DIFESA, PROPRIO PERCHÉ IL PASSAGGIO OTTIMALE È QUELLO CHE CREA IL MAGGIOR GRADO DI PENETRAZIONE DELLA DIFESA.

 

<<…Il passaggio più importante è quello che precede un assist …>>
                                                             Phil Jackson

1 c 5 ESERCIZI DIFENSIVI

Questo esercizio parte con un Coach a fondo campo dietro la linea con un pallone, un difensore sotto il canestro (in posizione difensiva di aiuto) e cinque giocatori in attacco spaziati fuori dall'arco dei tre punti.

Diagramma 1: l'esercizio inizia con il Coach che passa la palla ad uno dei cinque attaccanti. Il difensore deve scattare e chiudere l'attaccante che riceve palla.

Diagramma 2: l'attaccante deve andare a canestro con massimo 3 palleggi. Si gioca 1c1 fino al canestro o quando il difensore recupera palla.

Diagramma 3: ad ogni canestro realizzato o rimbalzo preso, la palla viene riconsegnata al Coach che la passera' ad un altro attaccante. Il difensore deve tornare rapidamente in posizione di partenza e poi scattare nuovamente per chiudere l'altro attaccante. L'esercizio prosegue per 2 minuti sempre con lo stesso difensore.

Giordano Consolini - CONCETTI DIFENSIVI PER UN SETTORE GIOVANILE


Questo lavoro è attuato iniziando dagli Under 13 proseguendo fino agli Under 19.


L’argomento tecnico principale per la categoria Under 13 è rappresentato dall’uno contro uno. Una volta “digerito” il giusto posizionamento – fra la palla e il canestro, porre il proprio corpo come ostacolo da superare per andare a canestro – e dopo aver acquisito il concetto che il difensore deve mantenere una posizione larga, si inizia a lavorare sul primo passo di scivolamento: non un balzo laterale, bensì un piccolo passo, un “passetto”, per “mettersi in moto” e quindi il salto per mettere il proprio petto contro la spalla dell’attaccante.

Un movimento che permette di mantenere il fondamentale concetto di “muro” tra l’attaccante ed il canestro e conseguente di non aprire la propria “porta” cioè di non lasciare un corridoio libero tra il difensore e l’attaccante in cui l’attaccante può andare a canestro. Dagli Under 14 inizio poi a lavorare sulla tecnica dello scivolamento difensivo.

LA PROGRESSIONE DEGLI ESERCIZI


1- Di fronte, solo un lato. Dal punto di vista didattico, iniziamo limitando l’attacco che è obbligato a palleggiare verso una direzione prestabilita (destra o sinistra). Il difensore, applicando la tecnica descritta in precedenza (passetto + balzo laterale/dietro), si pone sulla linea di penetrazione avendo come obiettivo specifico la spalla interna dell’attaccante (d. 1).

2- Di fronte, l’attaccante sceglie il lato (idem come n. 1) Con non più di due palleggi
l’attaccante sceglie il lato dove penetra ed il difensore deve tenere la posizione.

3- Prendere sfondamento. L’attaccante palleggia ed il difensore deve costringere a cambiare senso disponendosi sulla sua direzione e cercando di prendere sfondamento. L’attaccante non può oltrepassare le linee immaginarie che uniscono i limiti dell’area (d. 2).

 

USO DELLE MANI


Molto spesso sento dire che non bisogna usare le mani quando si marca l’attaccante con palla, il monito di molti allenatori è: non cercare la palla!

Non sono però di questa opinione e quindi credo che si debba insegnare ai giovani giocatori a rubare palla agli attaccanti che palleggiano. Agli inizi, con giocatori Under 13 il tentativo può e deve essere “selvaggio” non appena il difensore vede che l’attaccante commette un errore, cioè non protegge adeguatamente la palla, il difensore deve cercare di rubarla !
Gli obiettivi devono essere raggiungibili e comprensibili. A 13 anni credo che questo sia un obiettivo comprensibile e raggiungibile.

Non può esserlo invece ad esempio, costringere l’avversario a un tiro forzato, obiettivo che sarà proprio degli under 19.

DAI E SEGUI


L’esercizio è indicato per trovare la giusta distanza dall’attaccante e, al contempo, migliora la velocità di mani.
Il difensore appena consegna la palla, deve immediatamente “cercarla” con un movimento del braccio corrispondente dal basso verso l’alto. Questo per costringere l’attaccante a proteggere la palla e quindi a limitare le possibilità offensive.
In questa azione il difensore non deve sbilanciarsi, è quindi fondamentale insegnare il concetto di indipendenza delle proprie mani dalle proprie gambe, mentre le braccia si muovono e lavorano per rubare palla.
Un concetto che si ritrova in tanti frangenti e che va applicato a diverse situazioni, come, ad esempio, passaggi, finta di tiro e finta di stoppata. In questo esercizio il difensore ha la palla e fa un dai e segui con l’attaccante. Il difensore deve usare la mano corrispondente alla posizione della palla per cercare di rubarla, ma senza aprirsi (d. 3).

UNO CONTRO UNO DINAMICO


Si passa ora dalla corsa allo scivolamento. L’esempio dell’esercizio è uno contro uno da metà campo e recupero.
Al via dell’attaccante il difensore corre per portarsi davanti alla palla. Una volta stabilito il corretto posizionamento difensivo si pone grande attenzione all’uso delle mani, con la mano interna che deve impedire il cambio di mano frontale (d. 4).

PRESSIONE INTELLIGENTE


La pressione sulla palla deve essere “intelligente” e non far perdere l’equilibrio: serve sempre comprendere quando mettere pressione e quando invece è meglio contenere il proprio avversario facendo un passo indietro. Si inizia con l’esercizio in modo didattico, cioè attaccante e difensore, uno di fronte all’altro, con palla alta e poi palla bassa. L’esercizio diventa in seguito agonistico: uno contro uno e poi due contro due (d. 5), in modo da combinare l’esercizio per mantenere la pressione sull’avversario non e per concedere passaggi facili (ad es. vicino a canestro).

LINEA DI PASSAGGIO


Non si ragiona più in termini di difensore” tra palla e canestro”. L’obiettivo è quello di cercare la palla, con la mano corrispondente. Nel primo esercizio molto semplice, si cura il giusto posizionamento ad un passaggio di distanza: stare sulla linea di passaggio diretto (d. 6) il secondo esercizio è più dinamico: il difensore passa la palla rotolata all’attaccante e corre a trovare il giusto posizionamento difensivo.

L’attaccante passa la palla all’appoggio (sopra la testa o laterale) e inizia l’azione di smarcamento (d. 7).

 

 

UNO CONTRO UNO SENZA PALLA


Anche se il lavoro inizia con la categoria Under 13, è principalmente nelle categorie Under 14 e Under 15 che si interviene per curare la difesa sull’uomo senza palla a uno o due passaggi di distanza e la capacità di passare dall’1 c 1 sulla palla all’ 1 c 1 sull’attaccante senza palla.

 

UNO CONTRO UNO CON APPOGGIO


L’attaccante si avvicina in palleggio e passa la palla all’appoggio. Il difensore deve adeguare il proprio posizionamento difensivo mentre la palla è in volo: salto alla palla (d. 8).

UNO CONTRO UNO CON DUE APPOGGI


L’appoggio con palla palleggia in direzione della copia attacco/difesa, per costringere il difensore ad assumere il giusto posizionamento ad un passaggio di distanza. A questo punto passa la palla all’altro appoggio. Il difensore, ancora mentre la palla è in volo, deve trovare la posizione a due passaggi di distanza: staccarsi rimanendo sulla linea di passaggio diretto (d. 9).

TRE CONTRO TRE


Lo stesso concetto si applica in una situazione di tre contro tre. Il concetto è quello di abbassarsi o alzarsi rispetto alla linea di passaggio, quindi staccarsi, mantenendo l’attenzione sulla linea di passaggio, con l’obiettivo di cercare l’anticipo o, quantomeno, una buona difesa che impedisca una facile penetrazione a canestro ( d. 10).

LATO FORTE-LATO DEBOLE


Non appena si parla di organizzazione difensiva (categoria Under 15 e 17) si stabilisce che: si anticipa sul lato forte e si aiuta dal lato debole. In questo modo si può limitare di molto il “penetra e scarica”. L’esercizio “Penta” con appoggio permette di scoprire semplicemente le posizioni giuste, dato che a questo punto avremo già allenato la difesa sull’uno contro uno e, quindi, anche sul taglio (d. 11).

3c3 ¾ campo


L’esercizio per allenare questo frangente difensivo inizia con il palleggio da metà campo per avere:

  1. Responsabilità di tenere l’uno contro uno.
  2. Capire meglio che il concetto universalmente valido è quello di non aiutare sul lato forte (d. 12).

BLOCCO E GIRO (PICK-AND-ROLL)


Categoria Under 15-17-19
Il blocco e giro (pick-and-rool) è una sovrapposizione di due attaccanti, quindi è fondamentalmente un “errore” dell’attacco. Un errore di cui la difesa deve approfittare, quindi raddoppiare! Per questo diventa preziosa la tecnica del raddoppio, che si sviluppa:

  • Con l’uso delle braccia: costringe ad effettuare un brutto passaggio.
  • Non fare bucare il raddoppio: l’attaccante ha l’obbligo di muoversi sul piede perno, la difesa no!

Si anticipano i passaggi vicini e più pericolosi, leggendo il raddoppio, come accade in ogni situazione in cui c’è raddoppio di marcamento, esempio in una situazione di zonapress a tutto campo (d. 13 e d. 14).

CONSIDERAZIONI FINALI

  • Il ragazzo deve essere sempre allenato tecnicamente, fisicamente e mentalmente.
  • Inserire gli esercizi immaginando le situazioni come parti del cinque contro cinque (es. per esercizi di 1c1 limitare lo spazio per l’attacco, vietare i passaggi lob, ecc.)
  • Finalizzare il lavoro difensivo con il contropiede.
  • La difesa crea uno spirito di squadra, perché un canestro può anche essere realizzato grazia alla prodezza del vostro miglior giocatore, mentre la difesa valorizza anche chi ha poco talento. E l’allenatore deve gratificare anche chi possiede meno qualità.

Concetti difensivi U17

 

Nel lavorare sulla difesa dobbiamo sempre parlare ai nostri giocatori di mentalita', atteggiamento, corsa e carattere come punti di partenza. Quando abbiammo una difesa forte l'attacco sara' piu' brillante. Un talento offensivo individuale puo' risolvere diversi problemi come realizzatore o come passatore ma solo il contributo difensivo di tutti i membri della squadra puo' portare al successo finale. Una difesa che crea stress all'attacco con accoppiamenti difensivi intercambiabili (lunghi rapidi che difendono su esterni o piccoli che possono marcare lunghi) puo' diventare una chiave di successo. Il lavoro di costruzione di una difesa deve essere progressivo, cerchiamo ora di semplificare le idee e le sessioni di allenamento a questo riguardo.

CHIAVI PER LA DIFESA


1. Difesa aggressiva sulla palla, mani sempre in movimento. Attaccare sempre l'attaccante (diag. 1)

2. Nella difesa a meta' campo forziamo i giocatori verso le linee laterali. Una volta portati qui puntiamo a portarli verso la linea di fondo. Prima regola sulla difesa perimetrale: negare la penetrazione centrale (questa regola vale sia per i piccoli che per i lunghi).
Vogliamo mandare la palla sempre verso il fondo perche' qui verranno portati i nostri aiuti difensivi. Lavoriamo prima in spazi stretti e poi in aree piu' grandi quando saremo migliorati (diag. 2 e 3).

3. La difesa sui giocatori senza palla e' aggressiva sulle linee di passaggio a impedire che l'attacco ribalti il lato alla palla. Questo rallentera' l'attacco avversario tanto quanto lo terra' lontano dal canestro, limitandone le opzioni.

Riassumendo:

  • difendere sulle linee di passaggio e tenere attacco lontano dall'arco dei tre punti
  • negare il ribaltamento di palla per rallentare attacco e spezzarne il ritmo
  • difendere frontalmente o a 3/4 se siamo piu' deboli e dietro se siamo piu' forti, ma sempre aggressivi sul possibile passaggio
  • andare sulle linee di passaggio per portare via l'angolo di passaggio al post (diag. 4, 5 e 6).

4. Gli aiuti difensivi devono essere rapidi e momentanei (non veri e propri cambi difensivi). Quando cambiamo in difesa deve essere un cambio forte e non tanto per fare:

  • se l'attacco e' in vantaggio su una penetrazione, il primo aiuto arriva sempre dal lato debole, principalmente dal giocatore piu' vicino alla linea di fondo. Quando il primo aiuto salta verso la palla, il secondo aiuto deve essere gia' sceso in area.
  • se la palla esce in palleggio o in passaggio, ogni giocatore recupera sul proprio avversario diretto (diag. 7, 8 e 9).

5. Per migliorare la difesa utilizziamo esercizi con sottonumero difensivo (3c2 + 1 recupero, 4c3 + 1 recupero). Questi esercizi ci permettono di lavorare sugli aiuti difensivi e sulle rotazioni.

Obiettivi: fermare la palla, portare aiuti rapidi e recuperare per rallentare l'attacco e creargli esitazioni finche' la difesa non puo' recuperare.

Altro buon esercizio e' il 3c3 o 4c4 con il divieto alla difesa di rubare palla. Quando il coach fischia, il giocatore con la palla tira. Dopo il rimbalzo, giochiamo a tuttocampo, ma il tiratore deve tirare nuovamente (con un altro pallone che gli viene passato dal coach) prima di tornare in difesa.
La difesa gioca numericamente in svantaggio e deve rallentare l'attacco finche' il giocatore che ha tirato non recupera tornando in difesa (diagr. 10, 11 e 12).

6. Difesa sui blocchi vicino la palla (Pick and Roll). Difensiamo a seconda delle caratteristiche dei nostri avversari. CONCETTI DI BASE:

  • Con i lunghi: contro giocatori grossi e lenti, la difesa deve spingere, con una mano alta, verso il giocatore con la palla.
  • Contro post piccoli e rapidi, utilizziamo aiuti veloci o cambi difensivi. Se giochiamo contro un post veloce e potente possiamo utilizzare raddoppi a aiuti piu' lunghi.
  • Guardia contro guardia: sui blocchi cambiamo sempre anche se c'e' un chiaro svantaggio fisico (diag. 13 e 14).

7. Difesa sui lunghi. Difendiamo faccia a faccia sul post, gli aiuti verranno di conseguenza. Solo se il nostro lungo e' piu' forte fisicamente, consideriamo l'idea di lasciarlo difendere 1c1 vicino a canestro.
Se abbiamo una situazione di svantaggio in post (in termini di altezza o di velocita'), raddoppiamo, difendendo con i nostri due lunghi per le seguenti motivazioni:

  • il nostro 4 e' veloce nel reagire ai cambi, intelligente in termini difensivi e abile nei cambi con le guardie
  • il nostro 5 e' grosso e puo' aiutare 4 se il suo diretto avversario e' piu' forte fisicamente.

Regola del raddoppio e' che questo scatta solo quando l'attacco mette la palla a terra, mai prima. In questo modo concediamo piu' tempo alle rotazioni per coprire meglio quell'area.

8. Cambi difensivi. Effettuiamo un cambio ogni volta che possiamo farlo senza creare un mismatch e sempre quando il nostro giocatore piu' forte fisicamente sta difendendo in post basso, specialmente durante:

  • blocchi sulla palla
  • blocchi lontano dalla palla
  • situazioni di tiri allo scadere dove possiamo lasciare i nostri lunghi vicino a canestro e le guardie lontano (diag. 15 e 16).

ESERCIZI PER LA COSTRUZIONE DELLA DIFESA A UOMO

 

 

Esercizio “Uno contro uno appoggio
Disponiamo tre file e si inizia con smarcamento e dai e segui (Diagr. 1). Esercizio finisce con conversione tutto campo 2c1.

L’attaccante passa al primo della fila a sinistra e può tagliare o verso il centro (Diagr. 2)

o verso l’angolo opposto (Diagr. 3),

o verso lo stesso angolo (Diagr. 4).

Il principio da seguire è sempre volare con la palla e il continuo posizionarsi del difensore. Si deve sottolineare che il posizionamento è un’azione preventiva contro tutti gli spostamenti dell’attaccante.

Questo lavoro difensivo viene sviluppato nel Diagr. 4 dove l’appoggio si muove in palleggio, aumentando il lavoro di posizionamento.

Quando l’appoggio passa la palla all’attaccante si gioca uno contro uno agonistico e, se la palla viene rubata,oppure su canestro realizzato, si va in conversione tuttocampo due contro uno.

Ora la fase finale sarà la fase agonistica. Dopo l’inizio, smarcamento, passaggio e dai e vai (Diagr. 5), oppure, come abbiamo visto, usare l’appoggio e muoversi come in partita.

Non dimentichiamo la conversione tuttocampo.

Quando abbiamo una solida base nell’uno contro uno in tutte le posizioni, passiamo a sviluppare la collaborazione tra due giocatori in difesa. Seguendo la regola base di "volare con la palla", mettiamo due difensori in angolo e gli insegniamo la regola geometrica: sopra e sotto la linea di tiro libero estesa (Diagr. 6).

Quando la palla è sopra detta linea, il difensore del lato debole deve stare al di qua della linea mediana. Se la palla va in angolo (sia in palleggio, sia con passaggio), il difensore si porta verso la palla al di là della linea mediana.
Dettata questa regola, passiamo all’esercizio due contro quattro.

Esercizio "Lato forte – lato debole"
I giocatori sono disposti come nel Diagr. 7. Debbono volare con la palla seguendo la regola geometrica.

I giocatori in angolo sono fermi finché non ricevono la palla dalla guardia del loro lato. A quel punto penetrano sul fondo forzati dal loro difensore (Diagr. 8).

Il difensore del lato debole deve raddoppiare sulla linea di fondo. Il penetratore deve far lavorare i due difensori per 5". In quale modo? Chi ha portato l’aiuto, deve fissare la posizione sul campo e sarà il primo a saltare attaccando l’attaccante (non portare l’aiuto solo con le mani alzate). Il difensore sulla palla salterà a sua volta ed avremo così sempre un uomo in aria per scoraggiare un facile tiro.
Dopo cinque secondi, l’attaccante raddoppiato passerà ad uno dei due appoggio in posizione di guardia. Tre secondi di pausa per dar tempo ai due difensori di riposizionarsi e via ancora in passaggio e penetrazione per trenta secondi.
Dopo si cambia, il difensore va in appoggio, l’attaccante in difesa e l’appoggio in attacco nell’angolo. Sei giocatori sotto canestro e sei sotto l’altro. Per aumentare le difficoltà, chiediamo dopo un certo tempi la penetrazione anche da parte degli appoggi. Diventa così una situazione molto vicina alla partita.

Esercizio "Quadrato: tenere sul lato"
Scopo: sviluppare la collaborazione su due lati. Si finisce con un due contro due con conversione. I giocatori sono disposti in quattro file, palloni nell’angolo. Il primo della fila passa alla guardia sul suo lato e va a marcare l’uomo nell’angolo opposto.
La guardia esegue un passaggio battuto a terra all’altra guardia e vola a difendere su di lui (Diagr. 9).

Ora la situazione è quella mostrata nel Diagr. 10, due contro due sul lato. I difensori non debbono permettere alcuna penetrazione centrale.

Gli attaccanti possono passare o palleggiare. Se l’attacco fa canestro, i difensori eseguono la rimessa immediatamente pronti per una rapida conversione tuttocampo.

Se la palla va sul fondo il difensore si deve avvicinare progressivamente e su una eventuale virata in palleggio cercare la palla, raddoppiando il penetratore (Diagr. 11).

Esercizio "Cross"
Se vogliamo un impegno massimo anche all’inizio del due contro due laterale, ordiniamo ai passatori di incrociarsi per andare a marcare il proprio avversario (Diagr. 12).

Stessi scopi, tenere sul lato e conversione a tuttocampo, non appena c’è un canestro o una palla rubata.

Lo schermitore: nel caso, invece, che il palleggiatore cerchi la penetrazione dalla posizione di guardia (Diagr. 13) il difensore in angolo non deve lasciare il proprio uomo (andando verso la metà-campo), ma fare un movimento come nell’attacco della scherma: finta di attaccare e ritorno sul proprio uomo.

La rotazione è secondo il movimento della palla. Spostando i palloni nell’altro lato, otterremo un due contro due sul lato sinistro. Non dimentichiamo l’attacco: sempre conversione tuttocampo

Esercizio "Difesa sul taglio"
Usiamo la stessa organizzazione e disposizione a quadrato con una variante: la guardia passa ed aspetta il passaggio di ritorno (Diagr. 14). La guardia a sinistra esegue un passaggio battuto a terra e...

... e vola a difendere. Abbiamo così una situazione di due contro due come nel Diagr. 15. La guardia con palla deve attendere il taglio e giocare due contro due laterale, situazione ormai nota.

Il difensore in angolo, dopo essersi posizionato sul movimento di taglio, non deve perdere l’anticipo sia che si usi la guardia aperta, sia quella chiusa. Deve pretendere contatto ed usando le braccia come "deterrente" forzare il taglio all’infuori.

Esercizio "Dilatare l’aiuto"
Abituiamo i nostri i giocatori a fare un lavoro più forte in allenamento, cosicché in partita copriranno il terreno più facilmente.
Disposti su tre file con il solito movimento di attacco di dai e segui (Diagr. 16).

Il giocatore che consegna la palla va a fare un blocco sul lato opposto e si ferma al limite dell’area in posizione di aiuto (Diagr. 17).

L'ala sinistra sfrutta il blocco e riceve sottocanestro ma non tira: restituisce la palla con un passaggio battuto a terra all’ala destra e diventa difensore.
Ora siamo in una situazione di uno contro uno laterale con l’aiuto dilatato (cioè più lontano secondo la regola geometrica) (Diagr. 18).

L'ala viene forzata verso il fondo e l’aiuto deve arrivare in tempo pur avendo una distanza maggiore da coprire. Viene stabilito un raddoppio e si gioca in forma agonistica, finche'viene realizzato un canestro (Diagr. 19).

Quando l'esercizio viene capitalizzato, dividiamo i giocatori sui due canestri per avere sempre sei atleti impegnati.

Abbiamo visto che il difensore ha lavorato progressivamente in varie fasce del campo e le diverse posizioni di uno contro uno, la collaborazione sul fondo, sulla fascia laterale e la collaborazione a due in diagonale.
Le zone tratteggiate del Diagr. 20 mostrano la costruzione della difesa a metà campo:

  • collaborazione sul fondo;
  • collaborazione sulla fascia;
  • uno contro uno centrale;
  • diagonali.

Esercizio "Ruse"
È una collaborazione difensiva a tre. Avremo una fase didattica ed una agonistica. All'inizio la palla andrà solamente da guardia a guardia. Chi passa taglia verso l’angolo opposto. L’allenatore grida “Tre!” per ricordare che tutti e tre i difensori debbono saltare verso la palla (Diagr. 21).

Il Diagr. 22 mostra la collaborazione a tre con: pressione sull'uomo con la palla, anticipo sul taglio ed il terzo in aiuto sull’eventuale lob. Tre difensori contro l’uomo con palla.

Appena il tagliante arriva in angolo si alza in posizione di guardia l’uomo dell’angolo opposto (Diagr. 23).

Il difensore sceglie la strada più breve, pur mantenendo sempre un netto anticipo. Siamo cosi' di nuovo in posizione simmetrica, due guardie ed un angolo. Lavoriamo sulla fase didattica finche' non siamo soddisfatti della dinamica nel posizionamento. A quel punto l'allenatore grida “Venti!” e gli attaccanti possono fare quello che vogliono: tirare, passare, penetrare, … Se l’attacco realizza un canestro entro i 20’’ i difensori ripartono con altri 20" da difendere. Quando la palla viene rubata o recuperata su rimbalzo… conversione tuttocampo.

Esercizio "Shell"
E' un quattro contro quattro nel quale abbiamo, all’inizio, un momento didattico. Successivamente, 20" secondi di gioco più conversione (Diagr. 24).

E' un riassunto delle tecniche sin qui viste. La difesa è sottoposta a un impegno gradualmente crescente. All'attacco, infatti, vengono imposte delle restrizioni: si inizia permettendo solamente il passaggio, poi passaggio e palleggio e, dopo alcuni minuti, passaggio, palleggio e taglio.

 

La sequenza dell'impegno rispetto ai movimenti permessi all’attacco è:

  • passaggio;
  • passaggio e palleggio;
  • passaggio, palleggio e taglio;
  • passaggio, palleggio, taglio e blocchi;
  • passaggio, palleggio, taglio, blocchi e taglia fuori.

Dopo la fase didattica, l’allenatore grida "Venti!". Se l’attacco realizza ancora 20" di difesa. Se la difesa recupera la palla su rimbalzo o la ruba, c'e' una immediata conversione. L'esercizio diventa sempre più difficile per la difesa fino a raggiungere una situazione simile alla partita.

COLLABORAZIONE IN DIFESA

 

 

Premesse:

 

1. 'spirito del gioco'


Giocatori ed allenatori spesso interpretano gli sport di squadra secondo criteri molto differenti; io ho provato a riconoscere tre "filosofie" prevalenti:


- si può giocare per valorizzare la PRESTAZIONE,
- si può giocare per valorizzare l’ESECUZIONE,
- si può giocare per valorizzare la COMPRENSIONE.


Inseguono prevalentemente la prestazione i giocatori più istintivi e naturali, come quei ragazzini del minibasket che cercano di imporre il loro sviluppo precoce nei confronti di quelli più in ritardo. L'esecuzione è propria di coloro che cercano di prepararsi ad affrontare in modo ragionato tutte le situazioni che di volta in volta accadranno, in nome di una rigida organizzazione tesa a privilegiare l'automatismo e la casistica piuttosto che la interpretazione. La comprensione è una forma più flessibile di lettura dei problemi, capace di adattarsi anche alle situazioni più imprevedibili grazie alla universalità dei criteri da seguire.

 

2. "dove riconoscersi"


Quando un tecnico si pone il problema di come far giocare la propria squadra, quello che proporrà ai ragazzi sarà automaticamente in stretta relazione con la sua mentalità: negli atleti evoluti è possibile riconoscere il tipo di espressione che il tempo e la pratica sportiva hanno reso più adatto a valorizzare le capacità del singolo, e sarà compito del coach adattarvisi; nei giovani atleti, come accennato prima, è il tipo di gioco di prestazione ad esprimersi in modo
prevalente: l'istinto ha quasi sempre la meglio sulla riflessione, e qui iniziano i problemi per gli istruttori che debbono ricercare un metodo tale da sviluppare la capacità di ragionamento dei giocatori in campo; la strada del gioco di comprensione, in questo caso, sebbene più lunga e difficile, è a mio avviso la più sicura per garantire risultati a lunga scadenza: quando un atleta capisce il perché di quello che fa, dovrebbe avere la capacità in seguito di adattarsi ad ogni tipo di organizzazione.

 

3. "capire la difesa"


Il gioco in difesa esprime molto bene il livello di 'comprensione' di un gruppo: le collaborazioni ben difficilmente possono nascere da forme di organizzazione esclusivamente esecutive, né ci si può sempre affidare, specie nelle squadre giovanili, solo alla capacità prestativa di quello più in gamba, che stoppa tutti, prende rimbalzi e corre in contropiede (magari!). Occorre che tutti sappiano vedere quello che succede, riconoscere le situazioni preparate in allenamento, sapere come ci si deve comportare e reagire di conseguenza, in tempi strettissimi. Quando aiutare? Come? Quando cambiare la marcatura ? Sono domande che i giovani giocatori ci pongono (e si pongono) con l’intento di cercare una chiave di lettura generale, e non singole interpretazioni caso per caso. Da questo punto di vista, l’istruttore-allenatore può predisporre, attraverso adeguate progressioni di esercizi, i presupposti per interpretare le diverse situazioni difensive con sufficiente efficacia e rapidità, al fine di aumentare “l’intensità” dil gioco espressa in campo.

 

4. "cominciamo dalla difesa a tuttocampo"


Molti recenti esempi, anche ad altissimo livello, confermano come la formazione delle squadre (in particolar modo quelle molto rinnovate) possa trovare giovamento dalla esasperazione del gioco a tuttocampo, con difesa pressing e ricerca continua del contropiede e della transizione. Le squadre giovanili, anche quelle più affiatate, possono essere paragonate a questi gruppi in via di formazione, per il loro bisogno di mettere alla prova i propri limiti e per la necessità di elevare il livello di gioco di tutti.

2 contro 2 con il 'fuorigioco:
Il concetto di raddoppio viene facilitato dalla regola del “fuorigioco”: nessun attaccante può superare la metà campo prima della palla. Riduciamo così le distanze per il recupero difensivo. L’obiettivo è raddoppiare quando il palleggiatore volta le spalle o anche se cambia solamente mano, e cambiare marcatura quando chiude il palleggio.

3 contro 3 con il 'portiere':
La terza coppia completa il gioco, non serve più la regola speciale del fuorigioco. Il terzo difensore è un vero e proprio “portiere”, che deve decidere se “uscire dai pali” per intercettare un passaggio o se arretrare assieme all’uomo che fugge, aiutando i compagni sul palleggiatore e recuperando sul proprio avversario.

3 contro 3 con il 'portiere' nella meta' campo lunga:
E’ una variante in spazi ridotti, che serve per meglio esercitare il gioco del portiere. Il raddoppio, se c’è, arriva da una direzione anomala. Il portiere ha meno margine di errore e deve essere molto attento a coprire il passaggio lungo. Serve molta pressione sul palleggiatore, e qui si verifica con mano che non si può mai ruotare in 3 difensori.

Cosa accade nella metà campo:

2 contro 2 con appoggio: la difesa deve sapere se anticipare o aiutare l’obbligo di passare la palla sempre al coach da’ il tempo di recuperare.

3 contro 3 col difensore battuto: la collaborazione della difesa viene sollecitata, la rotazione non esclude il recupero sul proprio avversario.

3 contro 3 con appoggio: (Coach Pentassuglia) qui le variabili sono tante… ma i tempi e gli spazi sono ristretti!

3 contro 3 blocco verticale: la situazione muta in funzione della regola scelta.

3 contro 3 blocco verticale: se scegliamo di inseguire, non serve collaborazione sul movimento in allontanamento.

3 contro 3 blocco verticale: se scegliamo di inseguire, si deve cambiare sul taglio a ricciolo.

3 contro 3 pick and roll: aiuto e recupero è la scelta più difficile a realizzarsi (collaboro solo in due?).

3 contro 3 pick and roll: passare in quarta posizione è il modo più semplice per i più giovani (collaboro in due).

3 contro 3 pick and roll: raddoppio (e cambio) è la scelta che coinvolge il terzo difensore.

Conclusioni:

  1. anche nel gioco difensivo, occorre fare in modo che i giovani giocatori superino la fase prestativa (faccio sempre così, perché mi viene facile…) senza passare per quella esecutiva (fai così, e basta), per poter andare verso un atteggiamento legato alla comprensione del gioco (se lui fa così, allora io…)
  2. la difesa tuttocampo è una ottima palestra per le diverse situazioni di collaborazione, perché aumenta gli spazi e  semplifica le scelte, concedendo in più maggiori possibilità di recupero
  3. la collaborazione in difesa può avvenire preferibilmente in due, ma quasi sempre prevede il coinvolgimento di almeno un terzo giocatore (il “portiere”…): quando ad essere coinvolti sono 4 o 5 giocatori, siamo invece vicini ad un canestro subito
  4. servono regole semplici e riconoscibili per poterle applicare in forma generalizzata (ad esempio: seguire chi sfrutta il blocco) e per allenare la squadra alla loro interpretazione consapevole
  5. la comunicazione verbale è un mezzo fondamentale per sviluppare l’efficacia della collaborazione in campo: serve però sapere cosa dire e quando
  6. pazienza, fiducia e coerenza…